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TIM: quando vuoi complicarti la vita

brand e marche, prodotti

Il 10 settembre sono stato chiamato da uno stranissimo numero: 119400; ho risposto senza problemi, dato che sono un tipo aperto ad ogni opportunità e una gentilissima e disponibilissima operatrice mi ha proposto di tornare in TIM, con un’offerta superiperstramega-che-facevano-solo-per-pochi-eletti-sul-globo-e-che-non-si-poteva-dire-in-giro-che-se-no-sono-tutti-invidiosi-e-loro-falliscono-perché-mi-fanno-un-favore-solo-a-me.

Gli potevo mica dire di no?

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Col mio vecchio operatore (che, giusto perché lo sappiate, era Vodafone) avevo un’ottima tariffa che mi offriva 700 minuti di chiamate verso tutti, sms illimitati verso tutti e 2 giga di internet a 12,99 euro: Smart Unlimited.

Lo so già, vi starete ponendo una domanda (a scelta): chi non ha questa promozione si starà chiedendo “ma che cazzo di prezzo è?” e chi ce l’ha sarà ancora più perplesso nel chiedersi “ma perché io ho solo 1 giga?”. Rispondiamo con ordine qui, perché non c’entra niente con questo post.

La gentilissima e cordiale operatrice TIM si è offerta di farmi rientrare a costo zero, con una promozione perpetua al costo di 10 euro: 1000 minuti verso tutti, 1000 sms verso tutti e 2giga di internet. Se tenete da conto che sms ormai non ne scrivo più, mi avevano appena offerto 300 minuti di chiamate mettendomi in mano 3 euro in più.

La cosa mi alletta, quindi chiedo le tempistiche: la mia promozione Vodafone si rinnova il 15 e di pagare un mese di promozione per usufruirne 2 giorni, mi sembrava da idioti.

La può disdire prima, così non le scalano il credito.

Vero. Però a quel punto il telefono mi diventa un soprammobile: lo posso usare un giorno o due come fermacarte, ma poi potrei necessitare di una connessione e di qualche chiamata, giusto per gradire.

Ma guardi che se lei mi dà la conferma subito, per la number portability ci mettiamo 5 giorni.

5 giorni! Che fenomeni, questi della TIM! Io nelle telecomunicazioni ci ho lavorato e per le portabilità ci vogliono settimane: se questi in 5 giorni fanno tutto, capisco perché sono il primo operatore in Italia (oggi, sbattendo la testa contro il muro, mi do dell’idiota per non essermi affidato all’esperienza, piuttosto che alle promesse).

Chiedo conferma, per essere sicuro, perché devono attivarmi la linea, consegnarmi la scheda, migrare il numero, il tutto in tempo di record, essendoci un week-end di mezzo.

Sì, sì, guardi… se lei mi dà la conferma ora, io mando subito l’attivazione; già domani la chiama il corriere e venerdì, potrebbe già avere in mano la scheda. Da quando lei ha la scheda in mano, in due giorni le attiviamo la linea e le spostiamo il numero: lunedì, massimo martedì, sarà tutto già con noi.

Reitero all’operatrice che se sgarrano di un giorno ci sto, ma che se si rischia di andare per le lunghe, dobbiamo rimandare. Lei mi conferma tutto, quindi diamo il via all’iter.

Confermo i documenti al telefono, mi dice che al corriere dovrò dare fotocopia del mio documento e 10 euro per l’acquisto della scheda (sulla quale ci sono già caricati 10 euro, quindi praticamente non la pago) e che mi lasceranno i documenti da rispedire firmati.

Tutto qui?

Tutto qui.

Grazie, anonima operatrice TIM, tanto gentile e disponibile a far del bene spassionatamente.

Arriva giovedì, e il corriere non mi chiama.

Finisce giovedì, e il corriere non mi ha chiamato.

Giunte ormai le 19:00, chiamo il 119, perché a questo punto non credo che gli uffici della CEVA Logistic siano ancora aperti. Mi risponde una meno gentile e meno disponibile operatrice che mi dice che c’è poco da fare: mi chiameranno loro. A nulla è servito sostenere di aver avuto la conferma dall’operatrice precedente che sarei stato chiamato, fino a che non gli ho detto che non avrei ritirato i documenti: solo a quel punto, vista la mia insistenza, si è proposta di farmi richiamare dal reparto commerciale.

Arriva venerdì e, di prima mattina, un commerciale molto seccato mi chiama dal 1194000 (che i gradi alla TIM valgono uno zero in più nel telefono) per chiedere che problemi ci sono stati; spiego tutta la storia e mi risponde che non è possibile che mi abbiano detto così; rispondo che ho la conversazione registrata e dalla sua faccia incazzata da “sono al lavoro all’alba e vieni a pure a rompermi i coglioni” si srotola una lingua che passa lungo la cornetta per giungere a casa mia a leccarmi il culo. Scuse a non finire per l’errore madornale della sua collega e rettifica di tutte le tempistiche espostemi: da 24 a 48 ore per il contatto del corriere, da 48 a 72 ore per la consegna materiale della scheda, da 2 a 5 giorni lavorativi per la portabilità del numero. A queste condizioni non ci sto, ma nulla è perduto: se non fisso l’appuntamento con il corriere, le pratiche non vanno avanti e io resto con il mio vecchio operatore. Meglio che niente.

Mi chiama CEVA, direttamente il venerdì pomeriggio, e mi dice che il primo appuntamento di consegna è martedì 16 settembre, quando la promozione mi si è già rinnovata; gli rispondo beatamente che non mi sta bene. Mi chiede perché e spiego per la terza volta tutto da capo.

Se vuole possiamo posticipare.

Ma di quanto?

L’ultimo appuntamento utile è il 26 settembre.

26 settembre la consegna significa attivazione ai primi di ottobre: non era proprio quello che mi ero augurato, ma il risparmio vale la lieve perdita, quindi accetto. Mi raccomando, però, entro mezzogiorno, che poi lavoro e a casa non c’è nessuno.

Non si preoccupi, passerà in mattinata.

Passano due settimane ed arriva il fatidico venerdì 26 settembre, giorno in cui non si presenta nessuno fino alle 13:00, nonostante mi avessero mandato un sms di conferma dell’appuntamento. Chiamo il numero che mi è stato lasciato nel messaggio e avviso che il corriere non è passato.

Quando doveva passare, ieri?

L’operatrice è scazzata a mille e ha un’aria di sufficienza che mi innervosisce più di quanto non lo sia già. Le spiego (più che un post, è il racconto di uno spiegone) che avevo appuntamento oggi ma entro la mattinata e mi dice, placidamente

Ah, ma oggi non è mica finito: il corriere consegna fino alle 18.

Sì, ma a casa adesso non c’è nessuno, e il suo collega mi aveva assicurato che sarebbero passati in mattinata: ho anche registrato la chiamata, per essere sicuro!

Lei può aver registrato quello che vuole, ma tanto l’orario è indicativo: se il corriere non è passato, passerà.

Non fa una piega. Ribadisco che non troverà nessuno.

E allora ripasserà. Ma tanto la chiamano prima di venire.

Non mi addentro nella spiegazione dettagliata di tutte le puntate precedenti; saluto e riaggancio.

Sarà passato nel pomeriggio lasciando un avviso o chiamando? Ma certo che no.

Sarà passato il lunedì? Ma che domande stupide, ovvio che no.

Nonostante l’appuntamento fissato per il 26 settembre, il corriere si è presentato il 30 settembre, senza chiamare e suonando al citofono con un semplice

Posta! C’è da firmare.

Scendo, convinto sia una qualche raccomandata, e mi trovo il corriere che mi chiede i documenti. Realizzo di che si tratta e torno in casa a prendere la fotocopia. Consegno il documento e quest’omino comincia a chiedermi firme a raffica su documenti che non mi fa leggere perché è di corsa; io lo rallento, leggo almeno le voci principali e firmo quello che scopro essere il contratto con TIM (alla faccia del “lo compila e ce lo manda”). L’omino intanto chiacchiera in qualche lingua a me ignota con un ragazzo su un motorino che nulla ha a che fare con me o con il corriere, mentre io leggo e firmo, in ciabatte, sul portone del condominio.

Forse devi darmi anche dei soldi.

Già, i 10 euro. Che ho completamente dimenticato nel prendere i documenti. Torno in casa, prendo i 10 euro – contati, perché non ha mica il resto! – mettendo insieme una manciata di monetine mentre il tizio continua a chiacchierare senza problemi con in mano i miei documenti firmati e la mia scheda del telefono. Giusto per essere professionali.

Consegno i soldi, mi lascia una busta e se ne va.

All’interno della busta trovo la mia copia dei documenti che ho firmato al corriere, una serie di moduli che non ho – tutt’ora – la minima intenzione di compilare fino a che qualcuno non verrà a chiedermeli, e la scheda telefonica.

Il giorno dopo, ormai giunto ottobre, mi arriva un sms per avvisarmi che il giorno 3 ottobre avverrà la portabilità: almeno su questo sono stati celeri.

La mattina del 3 ottobre mi sveglio con il telefono che non ha ricezione e mi compiaccio del fatto che, almeno su una cosa, siano stati corretti e puntuali. Cambio la SIM, accendo il telefono e scopro che la promozione è attiva ed operativa. Sì, ma dal 30 settembre!

Chiamo il 119 per chiedere come mai c’è questa discrepanza e per chiedere di mandarmi le configurazioni per il loro punto di accesso internet, dato che sia il sito che il risponditore automatico mi dicono che il servizio di assistenza alla configurazione non è disponibile; in aggiunta, manca il mio credito della vecchia scheda.

Ci vogliono 43 minuti, 16 chiamate, due false risposte (alzano la cornetta e riagganciano), una chiamata caduta (“le passo il reparto competente”) e una chiamata fasulla per lo smarrimento della scheda (è stato l’unico modo per poter parlare con qualcuno) per avere le seguenti risposte:

  • è normale che mi abbiano attivato la promozione il 30, perché la scheda era attiva: l’hanno fatto per evitare che io restassi senza promozioni attive. In pratica, secondo loro, dovevo mettere la loro scheda già il 30, utilizzare la loro promozione perdendo due ulteriori giorni della mia, usare il numero provvisorio assegnato alla scheda e informare tutti i miei contatti che per due giorni mi avrebbero dovuto chiamare su un numero provvisorio. Non lo fareste anche voi?
  • per la configurazione del punto di accesso APN, mi fissano un ricontatto da parte del reparto tecnico (sto ancora aspettando che mi chiamino)
  • il credito mi sarà trasferito in ulteriori 24-48 ore

Per carità, la copertura è molto buona, il prezzo ottimo e la velocità di navigazione più che discreta, però è stata un’epopea: se mi avessero detto che avrei affrontato tutto ciò, probabilmente avrei speso qualche euro in più per restare con Vodafone, che almeno ti richiama davvero in 24 ore.

E poi c’è un’altra grande preoccupazione che mi affligge, pendendomi sul capo come la leggendaria spada: se mai avrò un problema urgente, riuscirò mai a parlare con un operatore del 119? Questo, e molto altro, nel libro di Adam Kadmon.

In conclusione, il celebre marchio TIM si merita un imbarazzante 1,7 su 5.

Che direte “potevi arrotondare”, ma non l’ho fatto solo perché avrei voluto arrotondare verso il basso.

1,7/5

IL COMMENTONE SU TIM

Qui sotto, il dettaglio per ogni voce:

3,5/5

SERVIZIO FORNITO

1,5/5

VELOCITÀ NELL’ESPLETARE LE RICHIESTE

2/5

CORRETTEZZA DELLE INFORMAZIONI FORNITE

1/5

COERENZA DELLE INFORMAZIONI FORNITE

0,5/5

ASSISTENZA AL CLIENTE

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2 pensieri su “TIM: quando vuoi complicarti la vita

  1. Nel 2015 esistono ancora persone che si fidano di fare attivazioni e contratti per telefono?
    Certo che i problemi te li vai a cercare…
    Non era più semplice andare in un negozio tim e fare tutto lì ?

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  2. Ho acquistato tv con tim online la consegna è affidata a ceva logistics . Mi telefonano x la consegna ,senza orario ,ma non mi è mai stato consegnato ed è già la seconda volta che mi prendono in giro. Telefono x reclamo e mi sento dire che segnaleranno ma che tanto prima o poi mi arriverà. La telecom nonostante sa che la ceva logistics agisce quasi sempre così si avvale lo stesso di questa azienda. La colpa è mia che ho avuto fiducia nn comprerò mai più da loro online.

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